ESTASI DIVINA

(Sottofondo musicale)

Cara Anima,

ora che finalmente

hai elevato la tua consapevolezza,

hai anche compreso, probabilmente,

che prima o poi conseguirai l’Estasi divina

(poiché quella è una certezza,

come l’affetto del padre per ogni ingenua bambina)

 

Ma ciò che non sai, evidentemente, è quando …

riceverai il dono per cui tanto mi stai lodando …

 

FELIPE

… <<Felipe sognava di essere premiato come padre Masseo, compagno di san Francesco, il quale, dopo essersi rinchiuso in una cella e avere punito il suo corpo con digiuni, frustate e preghiere, era entrato in una foresta e aveva chiesto al Signore, fra grida e lacrime, di concedergli la virtù divina. Dopo di che la voce di Cristo lo aveva chiamato dal Paradiso: “Cosa darai in cambio della virtù che vai cercando?” E padre Masseo aveva risposto: “Signore, ti darò volentieri i miei occhi”. E il Signore: “Ti concedo la virtù e ti ordino di tenere i tuoi occhi”. Sentire la voce di Cristo! Felipe rabbrividì sotto la pesante veste di lana. Per quello era andato in quella terra selvaggia, per essere benedetto dalla rivelazione divina, per contemplare il Sacro Volto. Quando D-io l’aveva chiamato al servizio missionario, Felipe aveva risposto prontamente. San Francesco aveva chiamato se stesso “la più umile delle creature di Dio”. Felipe soffriva perché voleva diventare uguale a lui. Ma … Ora il cuore di Felipe doleva per la nuova sofferenza che l’aveva invaso e che cresceva dentro di lui ogni giorno, la pena del dubbio, della colpa e del disprezzo di sé. Una notte nella stalla aveva avuto una rivelazione, mentre giaceva prostrato nel letame, pregando per avere l’estasi, e la voce interiore gli aveva improvvisamente sussurrato: “uomo arrogante! Non è forse il desiderio di umiltà un gesto d’orgoglio? Come puoi essere umile e orgoglioso al tempo stesso?”>> …

 (Fonte: Barbara WoodTerra sacra”. © 2002 Ed. Corbaccio, pag. 129-131; stralcio.)

TERESA

… <<Teresa andò nel giardino delle erbe, entrando e uscendo dalle ombre, una più scura dell’altra, il cammino illuminato dalle stellee dalla Luna. Tra le erbe e le piante, colse fiori e foglie verde scuro. Poi superò di corsa le stalle. Diretta ad est, dove avrebbe trovato l’antico sentiero che conduceva alle montagne. Si fermò nell’udire uno strano rumore. Spiando attraverso una fessura della porta della stalla, dapprima non capì cosa stava vedendo. E poi improvvisamente trattenne il respiro. Nel porcile tra le due stalle, padre Felipe era in ginocchio, nudo fino alla cintola, e si frustava con un bastone di legno a cui erano state legate sei cinghie di cuoio annodato. Aveva la schiena striata di sangue. Spalancando la porta, Teresa entrò di corsa e cadde al suo fianco. “Padre Felipe! Cosa stai facendo?”. Lui non sembrò sentirla mentre continuava a flagellarsi. “Basta!” gridò Teresa, afferrando la frusta e gettandola via. “Cosa stai facendo, padre?”. Felipe guardò la mano vuota, poi girò la testa e la fissò con uno sguardo vacuo. “Teresa …”. Quando la ragazza vide come era squarciata la schiena e segnata da vecchie ferite, cominciò a piangere. “Perché lo state facendo?”. “Io … voglio che Dio mi trovi degno”. “Non capisco! Se il suo Dio l’ha creato, allora perché è indegno? Crea esseri indegni?” si avvicinò e toccò con dolcezza le ferite rosse sulla pelle bianca. Avrebbe voluto sdraiarsi sulla schiena di lui e guarirlo con le sue lacrime, fare cadere il suo amore come un balsamo. Felipe cominciò a singhiozzare. Come spiegarle che desiderava l’estasi? Voleva addomesticare le colombe selvatiche e predicare ai pesci del mare. Desiderava una visione. Il Signore e Maria erano apparsi a san Francesco e ai suoi compagni, perché non a lui? Teresa lo guardò egli occhi e disse: “Mi dica cosa vuole, padre Felipe”. La sua gola era secca, la voce stridula. “Cerco la gioia perfetta!”. Allarmata, Teresa pensò: “La malattia non è solo fra la mia gente, ma affligge anche l’uomo bianco. Quindi era nella terra, nell’aria, nelle piante e nell’acqua e aveva bisogno di essere modificata. Il mondo doveva essere rimesso in equilibrio. Teresa tese la mano. Felipe la seguì sottomesso. Quando si avvicinarono alla grotta della “Primera Madre”, Teresa disse a bassa voce: “Questo è un luogo sacro. In esso troveremo guarigione”. Prima depose le offerte di fiori sulla tomba antica, spiegando a Felipe che si dovevano sempre portare doni alla Madre. Poi accese un fuocherello con i bastoni. Quando gettò sulla fiamma le foglie verde scuro che aveva raccolto nel giardino, subito si alzò un fumo acre che punzecchiò il naso di Felipe con l’aroma familiare della marijuana, che coltivava per scopi curativi. Quando il fuoco illuminò i simboli dipinti sulla parete, Teresa raccontò a Felipe la storia della “Prima Madre”, come le era stata narrata da sua madre di sua madre, indietro fino al primo racconto. Mentre il fumo riempiva la grotta e l’interno diventava sempre più caldo e soffocante, Teresa, che ora chiamava se stessa Marimi, continuando la dolce litania della storia della sua tribù e recitando i miti come le erano stati narrati, si tolse lentamente gli abiti che i padri la obbligavano a portare, fino a quando rimase in piedi allo stato naturale al cospetto della Prima Madre.>> …

(Fonte: Barbara WoodTerra sacra”. © 2002 Ed. Corbaccio, pag. 136-140; stralcio.)

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5 risposte a ESTASI DIVINA

  1. Pingback: DIVINA NUDITÀ | Mondi alternativi

  2. L'amico Mauro ha detto:

    La voce di Cristo?
    Sembra che non l’ascolti più
    neppure chi, più da vicino, l’avrebbe visto …

    … “Sappiamo quanto poco gradite siano le nostre osservazioni, ma il nostro dramma – per dire tutto in poche parole – è che non riusciamo proprio a riconoscere nella Sua, la voce dell’unico Pastore.
    La dissonanza è talmente forte che non possiamo ascoltarla né tanto meno seguirla: la Sua voce ci suona inevitabilmente estranea. Come se non bastasse, nelle Sue parole avvertiamo regolarmente un’ostilità preconcetta verso chi si sforza di procedere onestamente sulla via del bene quale la Chiesa, per due millenni, l’ha costantemente mostrata nel nome di Cristo. La nostra impressione (quanto vorremmo che fosse finalmente smentita!) è che Lei non sia entrato nel recinto passando attraverso quella porta – ossia la santa Tradizione – che c’è da molto prima di Lei e che a nessuno, pertanto, è lecito aggirare. Non è vero che siamo persone arroccate in rigide convinzioni o in abitudini stereotipate, insensibili alla sorte di chi sarebbe escluso dal fariseismo dei moralisti. Siamo peccatori perdonati che, in molti casi, hanno sperimentato l’irruzione della grazia” …
    https://apostatisidiventa.blogspot.it/2016/12/happy-birthday.html

    I miei migliori
    https://astronascenteblog.wordpress.com/2016/12/09/auguri/
    a chi, dietro una superata dottrina, ancor si …
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    😀

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