FELICITÀ

Lei:

Se davvero lo sai,

per favore, dimmi perché 

c’è chi s’ostina a dire che 

sarebbe fuori di ME … la felicità

nelle cose effimere

capaci di regalare un istante di serenità 

che però, sincera-mente,

sembrano non bastare mai …

Eppure ‘io’ …

ad esse … continuo ad aggrapparmi,

con la vana speranza che mi possano aiutare

ad affrontare la dura realtà,

senza che però riescano a tirarmi fuori dai guai

e dalla mia strettissima stanza …

Effimero è, forse, anche, il romantico amore?

Che invece di donare libertà

la toglie, pian piano, inesorabil-mente,

creando una s-piacevole dipendenza,

derivante, probabilmente,

da un assurdo senso di appartenenza?

Non è forse vero …

che la dipendenza è distruttiva?

ed allora … in quale direzione …

debbo ora guardare per ri-trovare la via

e sentirmi, finalmente, vera-mente, viva?

Amare è forse accettare … che l’altra metà …

sia lo specchio … che riflette … le mie perplessità?”

LUI:

Non può amare, sincera-mente,

compassionevolmente, probabilmente,

chi non accetta, dell’altra metà,

l’affascinante diversità …

capace di condurre la mente,

in un solo istante,

verso la misteriosa, in-discutibile,

vivificante … verità … “

AMARE

Lo sa non solo chi ha studiato …

“Amare aggiunge qualcosa all’esistenza”,

arricchendo la coscienza,

ma c’è anche chi, avendo smarrito la via,

ed avendo perso la speranza in un domani migliore …

(ha rinunciato, inconsapevolmente, allo stupore)

… preferisce odiare …

 cadendo,  sempre più giù,

in una sorta d’illusoria, appagante, anestesia …

che non consente d’apprezzare più 

neppure la bellezza … e la poesia …

(Riflessione ispirata dalla lettura dell’interessante libro di Alessandro D’AVENIA: “Ogni storia è una storia d’amore”)