INNAMORATI

 

T’ho vista

e mi sono perso nei tuoi occhi

TU mi hai ricambiato

ed è stato così

che ci siamo innamorati

come duepoveri sciocchi …

 

Quando mi sei vicina,

questa è la verità,

rimango senza respiro

mentre ti ammiro,

nella tua divina nudità …

 

 

Ogni tanto mi rimproveri,

dici che mi piace giocare

coi tuoi sentimenti

e che non sai come giustificarti

con amici e parenti …

perciò mi chiedi di farti una promessa

vorresti che ti rassicurassi

sul fatto che ci sarò per sempre …

 

TU lo sai …

sei per ME importante,

però, credimi, non riesco proprio a pensare …

ad un altro momento

che non sia quest’istante

e mi dispiace, sinceramente,

se a causa mia provi dolore

ma l’unica cosa che posso giurare è che mai …

lascerò fuggire il nostro amore

 

Sapete cosa m’ha risposto Lei, dolce-mente?

 

<<Tu sei … ab absurdo vera-mente!>> …(?!)

 

Al che IO, notoriamente ignorante,

ho fatto la figura del coniglio …

e mi sono rivolto, per chiedere consiglio,

 ad una persona assai importante …

 

… <<Saper vorria da voi, nobile e saggio, ciò che per me non son ben conoscente.

In due voler’ travagliami il coraggio, e combattuto son da lor sovente:

l’un vol ch’io ami donna di paraggio, cortese, saggia, bella e avvenente;

l’altro, ha di me ver’ lui par signoraggio, vol che di lei non sia benevogliente.

 

Ond’io non saccio, d’ogni virtù sire, a qual m’apprenda e deggia dar lo core:

così m’hanno levato lo sentire. Acciò richero voi, di gran valore,

che non v’aggrevi di mandarmi a dire in qual m’affermi, per simil tenore.

Così com ne l’oscuro alluma il raggio del sol quando vi fere, similmente

vostro sapere l’animo ov’ha ombraggio e combattuto son da lui sovente;

ond’io mi maraviglio (se per saggio, per me provare s’io son saccio niente,

no lo facete) come l’avvantaggio ch’è ‘n voi del senno del mio sia cherente.

 

Ma poi vi piace, e per voi ubbidire, diraggio ciò che mi sembia d’Amore:

solo si pon dov’è ‘l suo desire; non cura del più bel né del migliore,

poi c’ha sorpreso lo dolce abbellire ch’avrà mostrato tornar in amore.>> …

<<Lo pseudo-Dante è combattuto sul fatto se fosse conveniente o meno corteggiare e cedere al desiderio nei confronti di una “donna di paraggio” (donna nobile con dote immobiliare), tanto da sentirsi diviso addirittura a metà (” ‘n due voler’ travagliami il coraggio, / E combattuto son da lor sovente” ) e non sa a che darsi (“Ond’io non saccio, d’ogni virtù sire, / A qual m’apprenda e deggia dar lo core”) e chiede, all’altro poeta, un aiuto sul da farsi. Questi, in tutta risposta, senza entrare amenamente nel merito, gli dice che Amore “Sol si pon dov’è ‘l suo desire” e “non cura del più bel né del migliore”, ponendo quindi il suo avallo disincantato in calce al sonetto.>>

(Estratto da: http://eligendo.blogspot.it/2013/06/hapax-legomenon.html)

 

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